Recensione
La carriera di Corrado Castellari è costellata di collaborazioni con artisti di primo piano della musica italiana d'autore. Ma nonostante questo bagaglio esperienziale, è facile vedere in Corrado quella semplice schiettezza e quella passione sincera che, fin dalla sua gioventù bolognese, lo hanno spinto ad imbracciare il primo strumento, la fisarmonica.
Già allora era restio a chiudersi in un solo genere. Così, influenzato da artisti come i Platters e Elvis Presley, decide di imbracciare la sua prima chitarra, costruita da un liutaio siciliano e regalatagli dal padre. È con questo strumento, gelosamente conservato, che inizia a studiare approfonditamente la musica.
Diventato un bravo chitarrista, conosce Dino Sarti, famoso artista bolognese, che gli chiede di seguirlo in estenuanti tour nei night-clubs. È la sua futura moglie, Norina Piras, che lo fa riflettere sulla situazione, troppo impegnativa sia a livello psicologico che fisico. A questo punto i due decidono che è arrivato il momento per tentare di camminare con le proprie gambe, ed inviano dei provini ad alcune case discografiche. Questo momento costituisce la prima delle tante svolte per la vita di Corrado.
I primi successi personali: incontro con Michele e De André
Un'etichetta milanese, la RiFi Records, si dice interessata alle loro composizioni. Nel frattempo anche Michele, uno degli artisti a cui i due avevano spedito i provini, manifesta il suo interesse per i nastri e invita la coppia nella sua casa a Milano.
A questo punto la carriera artistica dei due inizia a prendere la giusta piega: la moglie partecipa alle registrazioni di cori nelle sale di incisione milanesi, mentre Corrado compone il suo primo grande successo, "Susan dei marinai", che verrà poi incisa da Michele. Il titolo del brano venne proposto da un amico di Michele che poi diventerà una conoscenza importante nella vita di Corrado, ovvero da Fabrizio De André.
La loro carriera si intreccia in un episodio fondamentale per Corrado: una sera il Faber, che stava componendo le musiche per "Il testamento di Tito", sembrava perplesso in merito al risultato. Michele suggerì di far provare a Corrado. Al primo ascolto Fabrizio "si innamorò subito della semplicità della melodia", tanto che venne scelta quella versione per l'incisione. La timidezza di gioventù e la troppa gioia del momento per una collaborazione così importante, unita alla serie sempre crescente di contatti artistici gli procura un momento di indecisione e di spaesamento. Frastornato dal successo e dalle molteplici richieste da ogni parte, Corrado non calcola la possibilità di continuare a scrivere per uno dei maggiori artisti del panorama musicale italiano. Rimane la grande soddisfazione per il successo enorme de "Il testamento di Tito", che continua ad essere inserito nelle più recenti raccolte.
I tours con Iva Zanicchi e la collaborazione con Mina
Nel '73 un altro brano composto da Corrado si impone all'attenzione del grande pubblico: si tratta di "Coraggio e paura", cantato da Iva Zanicchi, alla stesura del quale partecipa anche il fratello Camillo, professore di lettere antiche. La collaborazione tra i tre sarà estremamente proficua.
Corrado seguirà in una tournée Iva Zanicchi. In questo tour sarà accompagnato dalla moglie, che ancora ricorda i momenti divertenti delle feste di piazza nei paesi del sud, con gruppi di persone molto calorose che circondavano gli artisti con adorante ammirazione. Una folla che ai tempi considerava un evento il contatto con i propri divi, tanto che Corrado rivive tuttora con un po' di preoccupazione il ricordo di tutto quell'entusiasmo. E il suo pensiero era: "senza responsabili della sicurezza e con due Carabinieri in mezzo a migliaia di persone la situazione era realmente rischiosa. Mi ritornano alla mente i viaggi lungo le strade di allora, sui pulmini VolksWagen, su percorsi non asfaltati. Ogni concerto era un'avventura. Ricordo anche con terrore le fatiche disumane per montare il palco e scaricare gli strumenti...".
Dello stesso periodo è anche la prestigiosa collaborazione con Mina, iniziata con il brano "Domenica sera". La voce suggestiva di Corrado unita alla sua capacità di scrittore di musiche faceva dei suoi provini dei brani completi. La realizzazione finale era pressochè coincidente con quella del demo. Le idee degli arrangiamenti erano riportati spesso tali e quali, con gli arricchimenti dei musicisti, ma con le strutture di fondo già ben definite. I contatti con Mina continuano anche di recente con scambi di materiale e telefonate, vista la stima reciproca tra i due.
La poliedricità dell'artista: le Mele Verdi e Lo Zecchino d'Oro
Negli anni '80 Corrado conosce Mitzi Amoroso, nume ispiratore del gruppo scenico-vocale delle Mele Verdi, e con lei inizia a comporre sigle per cartoni animati. Corrado ricorda l'idea di inserire i rumori nelle canzoni, "anche se gli arrangiatori mi guardavano storto. Per inserire il verso della rana (Ranatan, nel brano "La banda dei ranocchi"), fu una lotta". "Mai lasciare perdere le proprie idee. Il tempo mi ha dato ragione. Bisogna avere più fiducia nelle proprie capacità e nelle intuizioni e non farsi intimidire dalla soggezione rispetto ad artisti o personaggi del mondo della musica (arrangiatori e altri) più affermati. La difficoltà sta nel riconoscere le proprie capacità reali e non cadere nella presunzione. Occorre sempre una forte dose di autocritica per essere a posto con la propria coscienza".
Sempre in questi anni l'abilità e la voglia di sperimentare di Corrado lo portano a contatto con un mondo musicale ancora differente, come quello dello Zecchino d'Oro. Anche in questo ambito riesce a riscuotere successo: "mi sono avvalso della collaborazione di parolieri giusti", dice. Ricorda con piacere di essere stato il primo a comporre un pezzo rap per quella manifestazione canora, su testo di Vittorio Sessa Vitali ("Un giallo in una mano").
L'incontro con Bagutti e la passione per la musica da ballo
Milano comincia a stargli un po' stretta: una città già allora troppo caotica e ben poco accogliente, anche se ricca di stimoli di ogni tipo. È il momento di un'ulteriore svolta per Corrado: "ho abitato per vent'anni a Milano. Poi ci siamo trasferiti nell'Oltrepò, e li ho scoperto il pubblico della musica da ballo, che spesso era composto dalla stessa gente che compra i dischi degli artisti per i quali avevo composto i miei brani di maggior successo". Gente splendida che motiva Corrado a mettersi in gioco e, per l'ennesima volta, a ripartire da zero. "A Bagutti importava ben poco della mia attività precedente con gli artisti più importanti del panorama musicale italiano". Dopo aver ascoltato i capisaldi della musica da ballo, immedesimandosi nei valori che questo genere veicola, come l'amicizia e il contatto tra persone, Corrado compone delle canzoni che rispettano il pubblico al quale si rivolgono.
Dopo i primi pezzi, che diventano dei successi, Bagutti si convince delle doti artistiche e della spontaneità caratteriale di Corrado. Il loro sodalizio dura tutt'ora, e regala composizioni di musica da ballo di qualità e immediatezza rare per i tempi che corrono.
Il talento, la fortuna e il sogno
La disillusione dell'artista per il mondo della musica odierna è evidente. Eppure anche in questo campo non si è arreso. Oggi Corrado si autoproduce e produce artisti coi propri mezzi. La sua opinione: "Le majors non sono più in grado di ascoltare perchè non esiste più la figura del direttore artistico e non c'è più del personale deputato all'ascolto. I nuovi eventuali Battisti sono sepolti da altri demotapes inutili. Il crollo delle vendite ha bloccato il meccanismo e nessuno è più interessato a rischiare, soprattutto le etichette più grosse. I nuovi artisti, oggi più di ieri, hanno bisogno, oltre alla preparazione e al talento, di un ingrediente fondamentale: la fortuna".
La speranza dell'autore, com'è nel suo carattere di profondo ottimista, è che qualcosa cambi. La sua voglia di fare, che l'ha guidato in tutta la sua carriera, gli fa credere ancora che è importantissimo avere fiducia nelle proprie possibilità, perchè prima o poi qualcosa succede, se si vuole! Certo, Corrado ha anche un trucco per avere successo: "Bisogna immedesimarsi nelle persone. Giochi sui sentimenti. Devi essere uno che si emoziona. Ma devi anche riuscire a trasmetterle, quelle emozioni!".
Un'altra cosa che rende grande questo artista, e che ho potuto constatare di persona nel corso di questa chiacchierata/intervista, è la sua spontaneità e il suo amore per il lavoro che fa, a prescindere da chi sia il destinatario: "Le mie sono sempre canzoni, e le scrivo con lo stesso impegno e con lo stesso trasporto, che siano per Mina o per Franco Bagutti."
Imparare ad utilizzare tutti i linguaggi della musica
Attualmente Corrado è autore di musiche da ballo, ma anche di brani rock (Melody Squad) e di musica dance, e ricorda a tutti che una caratteristica fondamentale deve essere la poliedricità dell'artista. "Uno non può passare la vita a scrivere sempre la stessa canzone".
L'autore vero deve essere capace di utilizzare tutti i linguaggi della musica, ed imparare ad ascoltare gli altri, le contaminazioni e le mode. Il confronto e la sfida sono alla base della crescita, che Corrado non ha mai smesso di